C'era una volta... Il cartable

Oggetto storicamente utilizzato dagli scolari per trasportare il loro materiale scolastico, il cartable non ha smesso di evolversi e di democratizzarsi.  E se tornassimo alle origini di questo oggetto utilitario diventato accessorio di moda? Lasciateci raccontare la storia… Del cartable !

Un po' di etimologia

« Zaino scolastico » per il dizionario Le Robert, « borsa con manico o spallacci in cui gli scolari mettono i loro quaderni, libri, ecc. » per il Larousse, il cartable designa senza dubbio un oggetto utilizzato dagli scolari. Storicamente di forma rettangolare, è destinato a trasportare materiale scolastico grazie alle sue maniglie, spallacci e/o tracolla. Ma da dove deriva la parola « cartable »?

La sua etimologia deriva dalla parola latina medievale chartabulum che qualifica un contenitore per la carta. In origine, il cartable assumeva così la forma di una busta o di un grande portafoglio in cui si riponevano i fogli. La parola « cartable » così come la conosciamo appare solo nel 1900 nel dizionario per definire una « borsa in pelle per gli scolari ». Curiosità : in Quebec e nella Svizzera romanda, un « cartable » designa… un raccoglitore!

XIX secolo e inizio del XX secolo: la cartella "fatta in casa"

I primi zaini sono letteralmente "fatti a mano": all'epoca, le forniture scolastiche (penna, inchiostro) sono costose, limitando le famiglie nelle loro spese per uno zaino in pelle. I genitori dei piccoli scolari dimostrano quindi creatività e creano zaini in tela. A partire dal XIX secolo, li dotano di una tracolla; gli zaini sono certamente più robusti, ma scomodi e non proteggono né dalle intemperie né dagli urti. Nelle regioni montuose, gli zaini si trasformano addirittura in oggetti multifunzionali: realizzati in legno, diventano slitte quando suona la campanella della fine della scuola!

All'inizio del XX secolo, lo zaino scambia la sua tracolla con due spallacci. Gli scolari iniziano così a portare il loro sacco sulla schiena; questo diventa più comodo e pratico nella vita quotidiana. I modelli in pelle sono però sempre costosi. Le famiglie più modeste optano quindi per la soluzione alternativa dello zaino in cartone pressato. Questi ultimi sono maggiormente utilizzati dai ragazzi, mentre le ragazze preferiscono cestini in vimini. Con l'istruzione che diventa obbligatoria a partire dal 1882, sempre più bambini vengono iscritti a scuola, il che porta a un notevole aumento dell'uso dello zaino.

Dal 1970: la cartella come accessorio di moda

Per tutto il XX secolo, il cartella si trasforma per diventare sempre più solido e confortevole. Le famiglie trovano un modo per far durare il più a lungo possibile i modelli in cuoio: grazie al loro materiale robusto, possono essere trasmessi all'interno della stessa fratria, permettendo così di risparmiare. Dei precursori in materia di seconda mano!

Nel 1970, l'arrivo della plastica ridistribuisce le carte: il cartella è ora realizzato in materiali sintetici. E sebbene non sia necessariamente solido, trova il favore delle famiglie grazie ai suoi prezzi economici... e ai suoi design sempre più colorati! L'anno 1980 segna l'offensiva dello zaino: in questo modo, il cartella si reinventa ancora una volta sotto forma di modelli con rotelle. Rende felici gli scolari con la schiena provata dal peso dei quaderni che lo adottano dalla scuola primaria fino alla scuola media.

A partire dal XIX secolo, il cartella è un oggetto indispensabile per ogni scolaro. Oltre alla sua funzione primaria utilitaria, diventa un accessorio di moda: in cuoio o in materiali sintetici, di piccole o grandi dimensioni, a tracolla o con spallacci, il cartella è un vero e proprio terreno di gioco per i designer. Favorito dalle preppy girls – o dai fan di Gossip Girl –, il cartella si trasforma in borsa a mano per le donne e in baisenville per i dandy 2.0 (rimanete sintonizzati, un articolo arriverà presto a riguardo!) Il revival del vintage segna anche il ritorno in grande stile del cartella nei nostri guardaroba: la borsa in cuoio non è mai stata così di tendenza! Sapete cosa vi resta da fare... o da (regalarvi)